Gabon e Exogroove: il fuoriorario che faceva la differenza

Written by on Luglio 15, 2021

1989: un anno che tutti ricordano per la caduta del muro di Berlino, ma anche nel variegato universo della musica elettronica occupa un posto di rilievo. Un anno che non è esagerato definire un punto di partenza e di non ritorno per un tutta una serie di motivi che meriterebbero tantissime analisi ed altrettanti approfondimenti, come stanno a dimostrare i docufilm appena usciti, “Discoruin” e “Riviera Clubbing”.

 

Nel 1989 nasceva Exogroove, il Fuoriorario, il party creato che negli anni novanta divenne molto più di un fenomeno di culto. Con tante storie interconnesse da raccontare, e che mai come in questo momento storico è piacevole ricordare. Storico imprenditore italiano nel settore dell’intrattenimento, della nightlife e della ristorazione, Gabon è l’ideatore di Exogroove, New York Bar e Salvation, già titolare di locali quali Cafè Atlantique Milano, attualmente è titolare del ristorante Marecrudo a Milano e della spiaggia G Beach a Gallipoli.

Exogroove fu il primo a proporre in Italia una line up con decine e decine di dj, unendo in un unico evento – prima di chiunque altro – la house e la techno, che negli anni novanta avevano un pubblico completamente opposto, diviso come due acerrime fazioni; Exogroove fu un vero e proprio festival ante-litteram, con orari che consentivano al pubblico di godersi la musica in pieno giorno, concludendosi rigorosamente entro la mezzanotte. Anche per marketing, grafiche, comunicazione, merchandising Exogroove ha dettato la linea prima di tutti. Anche nella capacità di fermarsi al momento giusto, quando l’epoca dei rave e poi degli afterhour aveva fatto il suo tempo. Non prima di essere diventato un fenomeno da esportazione, con date in Francia, Spagna, Svizzera, Francia, Grecia, Slovenia e Gran Bretagna; il clou nel 1999 ha luogo l’approdo in Sudamerica, a San Paolo del Brasile. Eventi in grado di radunare ogni volta decine di migliaia di persone.

Exogroove è rimasto nella memoria di chi c’era e nell’immaginazione di chi non c’era grazie ad una line up di altissimo livello, con una serie di top dj, autentiche superstar ancor prima che questa definizione divenisse persino inflazionata nel panorama attuale della musica elettronica. Qualche nome? Joe T Vannelli, Claudio Coccoluto, Ralf, Robert Miles, Francesco Farfa, Francesco Zappalà tra gli italiani, John Digweed, Lil Louis, Smoking Jo tra gli stranieri, insieme a tantissimi altri, che non possiamo citare per ovvi motivi di spazio e di sintesi. Con Exogroove la figura del vocalist cambiò decisamente passo, grazie ad un personaggio come Tony Bruno. Sua la voce inconfondibile che accompagnava le performance dei dj in ogni Exogroove, anche e soprattutto nell’omonima traccia prodotta da Joe T Vannelli nel 1995 con la sua compagnia discografica Jt Company, con la quale diede vita anche a due compilation Exogroove, nel 1995 e nel 1996, con il prezioso contributo di Francesco Zappalà.

“Negli anni novanta era tutto più bello – spiega Gabon – si aveva una vita reale, non sui social: non esistevano i telefonini che facevano i video in 4K, le foto da condividere sul web. Tutto era vissuto di persona o attraverso il racconto di chi c’era stato. E questo non faceva che amplificare il mito di chi all’Exogroove non c’era e avrebba fatto qualsiasi cosa per esserci”.

Negli anni novanta Milano, Riccione, la stessa scena italiana del clubbing erano dominanti.
Si paragonava Riccione – secondo me non a ragion veduta – a Ibiza, perché non c’erano altri luoghi con una concentrazione così massiccia di locali come in Romagna. Poi Riccione è rimasta lì, con target più familiare e costi più accessibili rispetto ad Ibiza: nessuno vuole svilire il valore di Riccione, ma Ibiza era e resta un’altra cosa.

Tornerà mai Exogroove? Mai rovinare qualcosa di unicum con un party remember, meglio lasciarlo nell’album dei ricordi di chi l’ha vissuto? E per chi non c’era? Entro il 2021 sarà attivo un sito internet e relative pagine social che raccontino con parole, musica e immagini quello che per tutti resterà qualcosa di irripetibile.


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